STUDIO D'ARTE DI ROSSON ERIKA ANNALISA

Profilo Artistico

Amazzone del nuovo postmoderno 2000, ricco di coesione per penetrare alle coscienze, quanto molto legato ai contenuti, ossia la giovane artista ERIKA ROSSON, che nella Pittura ‘ ha sempre più da dire...’, nella fantasia creativa implicando il pensiero ideale, giocando con i suoi colori puri sul tempo, all’alba del nuovo secolo, approda ad una tavolozza vitalizzante fluide astrazioni del colore, animando e vivificando quell’universo affiorante dall’intersoggettività germinativa del suo profondo Io introspettivo.

 

Grazie a quell’effervescente movimento di pensiero di magiche suggestioni del colore, e dei sensi incantati, con doti di profonda immaginazione. Visioni fantastiche sature di suggestioni e forme-colore, ai dati tecnici, ad alta scansione tonale del monocromo, tra monocromi squillanti e atmosfere chiaroscurali, e zone d’ombra del suo cosmo mentale. Un alfabeto coloristico del subconscio, cui la pittrice ama sostare, specchio riflettente le estreme interiorità. Un gusto interdisciplinare per le Arti, dalla pittura alle vetrate istoriate, l’eclettica reattività-velocità creatività della Rosson - nata a Borgofranco d’Ivrea, ma ligure di adozione -sposando modernità e classicismo si è consegnata, con consapevole intuizione, verso l’astrattismo figurale-sintetista con particolare indirizzo alle geometrie dei metaplasticismi coloristi. Metabolizzando simbolismo e metafisica approda alla realtà del suo sogno metafisico, con particolare propensione alle suggestioni metamorfiche delle forme-colore, sprizzando dalle sue tele, pezzi talvolta più sentimentali, frammenti privati e geometrie coloriste, siparietti e quinte prospettiche d’impianto narrativo-figurativo-iconale.

 

Di un alfabeto della vibrazione tonale-colore per una traduzione psicofisica del suo inconscio, rivelatore. La rivelativa creatività di Erika, indirizzata all’uso di tecniche del sintetismo astrattista, del segno e del colore, è la cifra della sua versatile personalità pittorica. L’artista vive e lavora a Dolceacqua, antico borgo storico nell’entroterra di Bordighera, nominato ‘Il paese dei pittori’, tradizionalmente di artisti e di artigiani della tavolozza e della manualità. Il suo Atelier è visitato tutto l’anno dal Turismo internazionale amatoriale ed elitario, dove progetta e compone ‘a getto continuo’ con successo clamoroso, opere che ancora odorano di vernice fresca, di immediata presa sul collezionismo mediatico e del nomadismo culturale occasionale. Quadri che con la firma, portano il sigillo di un indotto cammino ereditario, sposando con sorprendente maestria, colori e immagini, di un Dna familiare, calate con incredibile varietà di incontri e contenuti narrativi, attraverso suggestivi effetti di scena ed impianti figurali degni di una teatralizzazione del sogno visionario: la felice realtà del suo mondo onirico.

 

Colori di spiccata purezza, con quel senso di libertà stilistica, che ha il potere rinnovante, ogni qualvolta lo stupore dell’osservatore si accende con ammirata emozione. Erika cerca con forti sensazioni intuitive di allargare la linea di confine fra arti applicate e pittura, come lo ha sempre fatto tra arte e vita. Lei cerca gli intuitivi della realtà, nell’attualità, e remunerativi parallelismi romantici, come nello storico sociale mondo bohemiano della Parigi di Giovanni Boldini, portati al presente.

 

Allargando l’azione del suo campo emotivo, abbandonandosi nella penombra serale di desideri subconsci, tra carrozze, amanti in dolce intimità. Coniugando a volte, decadentismo Dannunziano con lampioni accesi da Belle époque, spesso viaggiando alla ricerca di nuove idee e modelli di forte presa sulla comunicazione, festosa ovvero collettiva, e di costumi, applicando il suo sentire romantico nel percepire forme e verità delle cose. Essenzializzando, con sicura professionalità, riflettendo forme e valori applicati a simbolo di quei luoghi, ricchi di pathos emozionale, prediligendo quei passaggi tonali che rivestono poesia e ne evidenziano una spazialità sicura mediante accensioni di colori intrisi dei bagliori del suo pensiero ideale. Dipinti e bozzetti a pastelli colorati e tempere, serialità per il turismo amante di scorci, e rivelazioni improvvisamente rubate nel silenzio sacrale del borgo antico, tradizionalmente vicoli sinuosi e archi in pietra, segreti gelosamente al riparo del consumismo moderno, sono l’universo intimista sempre creativo ed innovativo, di nuovi modelli e prospettive sceniche d’impianto, con sicura professionalità, per la pittrice.

Un’autentica ghiottoneria della tradizione romantica per il turismo internazionale attratto dalla vetrina espositiva del suo generoso atelier, immagini quotidianamente soprese sul cavalletto in opera, pronte ad essere trasferite in cartoline e souvenir, sul selciato carraio che porta al Castello di Dolceacqua, antica dimora dei Doria.

 

Un’esperienza del mestiere quotidiano di confrontarsi con i colori e sfumature del suo incredibile sintetismo intuitivo, nel sogno, nel segno e nel simbolo, per un incredibile indotto umano. Erika dovunque riscuotendo successi e consensi dalla critica e dal mondo dei pittori, di questa sua valente maestria alla pari con vere eccellenze del pennello, che intravedono nella sua ritrosia e modestia, un avvenire lungimirante, si è fatta notare da esperti d’oltre confine. grandi nomi dell’espositiva alberghiera internazionale e critici di grande caratura. Questo percorso rivelativo, ha di recente realizzato la sua apoteosi, già nei numerosi concorsi estivi dell’estemporanea sul cavalletto, che costellano la Riviera ligure con ottimi piazzamenti, altrettanto vetrine di osservazione per i nuovi talenti … da non perdere di vista, cui Erika è ormai nota per frequentazioni competitive, ma nelle grandi Sale dell’ Internazionale Radisson Blu Hotel, de Nice, il colosso degli alberghi, sulla Promenade des Anglaise, invitata a tenere una sua Personale di pittura per il periodo estivo. Notoriamente sede espositiva di firme famose internazionali, solitamente frequentata da pubblico elitario e dalle numerose presenze del famoso scalo aereoportuale, amanti del bello e del vero artistico.

 

Un’esperienza esaltante felicità per questa eclettica artista, un’attrazione dell’arte che ha contribuito ad accrescere la notorietà oltre il territorio ligure, valutando possibilità di lavorare in Francia, più reattivamente aperta alle novità innovative e alla bravura degli emergenti, artisti come Erika, già in sella, consacrati dalla critica ufficiale, grazie all’attenzione e al mecenatismo di personalità di rilievo che saggiano con le novità, senza mai perdere di vista il ricambio generazionale, un effettivo serbatoio artistico sempre ricco di nuove sorprese.

 

Roma, 1 ottobre 2012

 

ALFREDO PASOLINO

Critico intern.le e storico dell’arte

Direttore artistico ed editoriale della I.E.P.C.A. di Roma

 

 

Artista Erika Rosson

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Prof. Alfredo Pasolino

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